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Cos’è lo psillio e le sue proprietà

Con il termine psillio si indicano i semi di una pianta asiatica nota come Plantago ovata. Questo arbusto, benché coltivato specialmente in India, cresce in realtà in tutte le regioni del mondo ed è molto conosciuto per le sue qualità terapeutiche.

A cosa serve lo psillio?

  • Grazie al suo potere lassativo lo psillio è utilizzato principalmente come rimedio naturale contro la stitichezza.
    Oltre ad agevolare l’evacuazione però, facilita anche la normalizzazione delle funzioni intestinali e depura i tratti dall’apparato digerente dalla presenza di batteri e agenti patogeni. Ciò vuol dire che lo psillio può essere usato non solo da chi ha problemi cronici di stitichezza, ma anche da chi ha la diarrea poiché, intervenendo direttamente sui batteri dell’intestino, esso regolarizza il funzionamento metabolico dell’apparato.
  • Chi soffre di ragadi anali ed emorroidi sa benissimo che questi fastidi sono dovuti principalmente alla costipazione (o da essa alterati) e, grazie all’effetto delle fibre solubili e insolubili, e alle mucillagini presenti nello psillio, le feci si ammorbidiscono e non creano lacerazioni durante la loro espulsione. In questo modo le ferite provocate precedentemente all’assunzione dei semi di psillio tendono a sanarsi più velocemente e, di conseguenza, si risolve il problema alla radice.
    Sia in questo che nel precedente caso, le mucillagini dello psillio agiscono direttamente sulle feci e, con l’aiuto di acqua abbondante, ne aumentano il volume (bulk forming process) e le ammorbidiscono, favorendo la peristalsi.
  • Le proprietà lenitive e antinfiammatorie di tali mucillagini agiscono sulle mucose gastriche e intestinali anche in caso di gastrite e colite, donando all’organismo il massimo benessere.
  • In quanto antinfiammatorio, lo psillio è indicato anche per contrastare i classici sintomi delle coliti come: nausea, meteorismo, gonfiore e dolore addominale.

I suoi benefici non finiscono però qui.

  • I semi di psillio sono ottimi prebiotici, ovvero contengono sostanze che non vengono assorbite dall’organismo, ma favoriscono la crescita di batteri necessari per la flora intestinale.
  • Il reflusso gastroesofageo, di cui milioni di persone soffrono, può essere alleviato e combattuto assumendo una dose giornaliera (per non più di 7 giorni) di psillio in polvere, diluito in un bicchiere di latte freddo. Con la sua azione lenitiva, esso agisce sulle pareti dell’esofago e dello stomaco, ostacolando la formazione di infiammazioni e acidità.
  • Le fibre solubili contenute in questi semi, se consumati quotidianamente, riducono il colesterolo “cattivo” e il rischio di incorrere in patologie cardiache. Stando infatti alle opinioni di alcuni scienziati dell’FDA, il consumo di appena 6 g di psillio aiuta ad abbassare effettivamente i livelli di trigliceridi e colesterolo LDL nel sangue.
  • Gli studi condotti su questo alimento hanno dimostrato come esso sia efficace anche nella regolazione del glucosio e dell’insulina. Chi soffre di diabete può quindi trarre vantaggio dalle salutari proprietà di questo prodotto.
  • Alcuni ritengono che lo psillio sia utile anche per dimagrire.
    Infatti, oltre ad aumentare il senso di sazietà, esso evita - specialmente se assunto prima dei pasti insieme ad un bicchiere d’acqua (qualcuno aggiunge anche un po’ di succo di limone) - l’assimilazione dei grassi e degli zuccheri.

Abbassando il picco glicemico che si ha normalmente dopo i pasti, riducendo il livello di zuccheri nel sangue e favorendo le funzioni della flora batterica intestinale, lo psillio rappresenta un rimedio infallibile per:

  • eliminare le tossine dall’organismo,
  • mantenere attivo il metabolismo,
  • rafforzare il sistema immunitario,  
  • prevenire malattie importanti, grazie alla capacità di mantenere sempre pulito l’organismo. Tra queste sottolineiamo le patologie cardiovascolari più diffuse e il cancro al colon-retto.

Principali usi e dosi di impiego

Oltre che come integratore alimentare lo psillio può essere utilizzato anche come un vero e proprio ingrediente da cucina.
È infatti molto apprezzata la farina di cuticola di psillio (o di bucce di psillio), utilizzata principalmente come addensante.
Essendo poi privo di glutine, questo prodotto è molto indicato anche per la dieta di chi soffre di celiachia.
Può essere aggiunto alle ricette dolciarie e a quelle dei prodotti da forno al fine di aumentarne la sofficità e il volume. Che si tratti quindi di pane, biscotti, fette biscottate o budini, lo psillio renderà i piatti più digeribili, salutari ed anche più belli da vedere.
Per uso gastronomico la dose suggerita è di uno/due cucchiaini da sciogliere in acqua e da unire poi all’impasto.

In media circa 10 grammi di farina di bucce di psillio sono la misura giusta da aggiungere a 300 gr di altra farina per realizzare pasta o panificati.

Molte persone utilizzano la farina di psillio per sostituire l’uovo, avendo essa la medesima funzione di addensante. Questo genere d’impiego permette di creare cibi adatti anche per una dieta vegana.

Per un utilizzo più pratico e immediato, lo psillio si presta anche ad essere aggiunto a yogurt, frullati, insalate acqua e altri liquidi; oppure ad essere bollito e filtrato per farne una tisana.
Il decotto di psillio può essere applicato anche sulla pelle per trovare sollievo da punture di insetto, infiammazioni e scottature.

Come assumerlo

Lo psillio può essere ingerito sia a digiuno che prima o dopo i pasti. La razione giornaliera consigliata va dai 10 ai 25 g: è preferibile però dividere questa dose, consumandone metà al mattino e metà alla sera.

Dove si compra lo psillio

Questo prodotto si trova in vendita in erboristeria, farmacia e nei negozi alimentari online. A seconda dell’impiego può essere acquistato in polvere, in capsule o in bustine; i semi sono neri mentre la cuticola è di colore ocra chiaro.

Lo psillio non produce assuefazione e fa bene anche alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini.

Controindicazioni

  1. I semi di psillio, se assunti in quantità eccessive, potrebbero provocare effetti indesiderati come diarrea, stipsi e meteorismo.
  2. Non è consigliabile assumere psillio per più di 7 giorni di fila e, soprattutto quando vi sono fastidi particolari (come la stitichezza cronica), è sempre opportuno parlarne col medico e lasciarsi guidare nella scelta del dosaggio.
  3. Lo psillio (come anche i prodotti simili) va sempre accompagnato all’assunzione di acqua o altri liquidi che ne favoriscano le azioni benefiche, poiché contiene molte fibre. In caso contrario, se non si bevesse a sufficienza, si potrebbe rischiare qualche problema di occlusione al livello dell’esofago. Per tale motivo è opportuno evitare di consumare lo psillio prima di andare a letto.
  4. Nel caso in cui si stia facendo uso di farmaci, bisogna confrontarsi col proprio medico per capire se lo psillio possa limitare l’assorbimento dei medicinali.
  5. Anche se molto raro, potrebbero verificarsi casi di soggetti allergici al prodotto. Naturalmente in tal caso se ne sconsiglia l’assunzione.

Suggeriamo, infine, di fare un uso corretto dello psillio, non pensando che esso possa risolvere da solo i problemi di salute per cui apporta benefici.

Ogni caso e ogni malattia fa storia a sè.
Nel caso della stipsi cronicizzata, ad esempio, oltre ad assumere lo psillio all’occorrenza, è opportuno fornire all’organismo un apporto quotidiano di fibre (che sono presenti in diversi alimenti) e praticare sport.